ALLUCE VALGO

Introduzione

L’alluce valgo è una delle deformità più frequenti a carico del piede, caratterizzata dalla deviazione all’esterno del primo dito. Il principalemotivo di lamentela da parte dei pazienti è la protuberanza ossea interna che sfrega contro la superficie della scarpa e causa l’irritazione e il dolore dei tessuti a quel livello.

 

Anatomia

Le dita del piede, sono formate da alcune ossa chiamate falangi,due nell’alluce e tre nelle altre dita.

La prima falange di ciascun dito, si continua a livello del piede con un osso che si chiama metatarsale (molto più lungo delle falangi). Al punto d’incontro di ciascuna di queste ossa con le altre, troviamo una capsula articolare che è un tessuto che isola e avvolge l’articolazione dalle strutture circostanti.

Il movimento dell’articolazione è reso possibile grazie alla presenza della cartilagine, un tessuto che ricopre entrambe le superfici articolari. La cartilagine, con la sua superficie liscia e levigata, permette l’ottimale scorrimento tra le due ossa.

La cartilagine è nutrita e resa ancora più scorrevole dalla presenza in articolazione del liquido sinoviale che funziona come un lubrificante.

Il termine valgo si riferisce ad una deviazione tra due ossa che formano un angolo aperto all’esterno e che in questo caso causa la prominenza (molti pazienti la chiamano “cipolla”) della testa del primo metatarsale verso il bordo interno del piede. A questo livello troviamo una borsa sierosa.

La borsa è una piccola struttura simile a una sacca fatta di tessuto fibroso all’interno della quale si trova una piccola quantità di liquido che ha la funzione di ridurre l’attrito tra la borsa e le strutture anatomiche circostanti (muscoli/tendini/cute).

 

 

Quali sono le cause dell’alluce valgo?

A seconda della causa primaria, l’alluce valgo può suddividersi in

forma biomeccanica: nel 90% dei casi, l’alluce valgo è la conseguenza di un’alterazione della biomeccanica dell’articolazione metatarso-falangea durante la fase di spinta (detta “push-off”) del passo

forma secondaria: solo il 10% dei casi di alluce valgo rientra in questo gruppo che vede come causa originaria un precedente trauma, malattie reumatologiche, malattie neurologiche o connettivopatie.

 

Esistono dei fattori predisponentied in particolare:

Familiarità: l’alluce valgo ha una certo grado di ereditarietà.

Anomala pronazione dell’articolazione sottoastragalica

Utilizzo di scarpe alte e/o strette. E’ ormai evidente il contributo che le scarpe strette hanno nei confronti dell’alluce valgo. La forma delle scarpe usate comunemente dalle donne spiega anche perché l’alluce valgo colpisca principalmente il sesso femminile (le scarpe dell’uomo rispettano maggiormente la forma del piede e sono generalmente meno compressive).

Iperlassità dei legamenti

Deformità presenti dalla nascita.

 

 

Sintomi

Il disturbo principale dell’alluce valgo è rappresentato dal dolore a livello della prominenza ossea che solo in rari casi porta all’ulcerazione della cute che va trattata con un ciclo di antibiotici, sotto stretto controllo medico.

La prominenza ossea rende difficile utilizzare le scarpe chiuse perché causa uno sfregamento continuo.

L’alluce valgo, con il passare del tempo può aggravarsi ed associarsi alla deformità delle dita adiacenti, come ad esempio quella “a martello” (vedi guida relativa) talvolta più dolorose dell’alluce valgo stesso.

 

Come fare la diagnosi?

La diagnosi è essenzialmente clinica e non necessita esami particolari.

Il medico deve poter visitare e ascoltare la storia su com’è nato e come si manifesta il dolore per escludere altre patologie (come artrite reumatoide, gotta o infezioni dell’articolazione)

Il medico valuterà il grado di mobilità dell’alluce, se la deformazione è correggibile e se siano presenti delle deformazioni a carico di altre dita del piede.

La visita sarà condotta con il paziente in piedi (con le ginocchia scoperte e ben visibili per poter meglio identificare eventuali malallineamenti dell’arto inferiore) ed infine su un lettino medico.

Il vostro ortopedico richiederà sicuramente delle radiografie del piede da fare in carico (il paziente cioè deve rimanere in piedi e non sdraiato)

Le radiografie del piede offrono un grande numero d’informazioni non solo per valutare il grado di severità dell’alluce valgo ma anche per escludere l’eventuale presenza di artrosi a carico dell’articolazione metatarso-falangea del primo dito o in altre parti del piede.

Esami come la Risonanza magnetica o la TAC non sono quasi mai necessari.

 

Trattamento

Gli obiettivi del trattamento per l’alluce valgo sono di alleviare il dolore e di permettere al paziente di usare le scarpe in modo più confortevole possibile.

 

Trattamento non chirurgico

Il trattamento non chirurgico è solitamente utilizzato per diminuire la pressione sull’alluce e alleviare il dolore e può includere:

Indossare scarpe comode e spaziose e con tacchi. Evitare scarpe strette o con tacco alto.

Ridurre le attività sportive e/o lavorative che determinano un’aumentata sofferenza dell’alluce per i microtraumi ripetuti.

Utilizzare degli spaziatori in silicone morbido, da mettere tra il primo e il secondo dito del piede. Il loro effetto è di contenere la deviazione dell’alluce e permettere di indossare un po’ più facilmente delle scarpe chiuse, ma non può correggere la deformità.

Utilizzo spessori morbidi o di feltro sopra o intorno alle aree di pressione, per proteggere la “cipolla” dallo sfregamento con la scarpa.

Assumere antidolorifici/antiinfiammatori sotto controllo del medico curante.

Utilizzare il ghiaccio per alleviare il dolore e ridurre il gonfiore per 10 a 20 minuti, 3 o più volte al giorno se la pelle attorno alla cipolla risultasse molto dolorosa ed infiammata.

L’eventuale infiltrazione con cortisone e anestetico locale non è consigliabile.

 

Trattamento chirurgico

Se il trattamento conservativo non ha ridotto il dolore o se avete un alluce valgo grave, potreste prendere in considerazione un intervento chirurgico.

Esistono molti tipi d’interventi chirurgici (ne sono stati descritti più di cento nel corso degli anni!) e non esiste un solo intervento chirurgico che possa essere applicato a tutti i pazienti.

Il tipo di intervento chirurgico varia in base a:

età del paziente

presenza di artrosi a livello dell’articolazione metatarso-falangea

grado delle deformità

presenza di iperlassità legamentosa (più frequente nelle donne)

presenza di altre deformità a carico del piede

 

Quasi tutti i tipi d’interventi chirurgici prevedono la correzione della deformità mediante dei tagli dell’osso con delle piccole seghe o frese motorizzate e la fissazione dei frammenti ossei condelle viti o dei fili di metallo che rimangono sporgenti dalla pelle (vengono tolti dopo circa 4 o 6 settimane).

Secondo le caratteristiche dell’alluce valgo, il chirurgo deciderà se eseguire la correzione chirurgica con

Tecnica “a cielo aperto”: La pelle è incisa per una lunghezza sufficienteche varia secondo la tecnica operatoria

 

  • Tecnica mini-open. Si tratta di tagliare la pelle per soli 3 centimetri. L’osso metatarsale viene sezionato con una piccola sega. A questo punto l’osso viene spostato e fissato con una vite per mantenere la correzione desiderata. Di seguito vi proponiamo un video.

 

Tecnica“percutanea: questa tecnica chirurgica prevede dei tagli della pelle di pochi millimetri. L’osso è sezionato mediante piccoli trapani (simili a quelli del dentista). Questa tecnica non è applicabile a tutti i pazienti per quanto possa apparire attraente. Si tratta infatti di utilizzarla solo ed esclusivamente in casi attentamente selezionati. Di seguito vi proponiamo un video.

 

Artrodesi: in alcuni pazienti, a causa dell’artrosi, si eseguela fusione dell’articolazione Mediante l’artrodesi, si procederà non solo a riallineare l’alluce valgo ma anche a fondere un’articolazione che a questo punto è irrimediabilmente rovinata. Il tipo di intervento chirurgico é sostanzialmente uguale a quello eseguito per l’alluce rigido (clicca qui per consultare la guida dedicata).

Il chirurgo deve disporre di una varietà d’interventi che si adattino ai diversi casi clinici.

Nel caso ci siano delle alterazioni anche a carico delle altre dita del piede (ad esempio il dito a martello o il dito ad artiglio), nella stessa seduta operatoria si potrà procedere alla loro correzione.

Durante l’interventosono sempre eseguitidei controlli radiografici con un amplificatore di brillanza portatile, protetto con una copertura plastica sterile.

 

Che anestesia sarà eseguita?

Video

 

Quali sono i rischi dell’intervento chirurgico?

Le complicanze della chirurgia possono includere:

Infezione dell’osso o dei tessuti molli

Ematoma

Ritardi di cicatrizzazione o cicatrice non estetica o dolorosa

Lesione di vasi sanguigni

Dolore e gonfiore persistente al piede

Ridotta capacita di mobilizzazione dell’arto operato

Recidiva (cioè il riformarsi) dell’alluce valgo

Progressione dell’artrosi dell’articolazione metatarso-falangea con conseguente rigidità

Necrosi avascolare: è una complicanza rara, dovuta all’interruzione dell’apporto di sangue all’osso metatarsale. Questa complicanza può richiedere un successivo intervento di artrodesi dell’articolazione metatarso-falangea.

Rottura dei mezzi di sintesi metallici

Necessità di essere rioperati

Reazione allergiche ai farmaci usati o ai dispositivi impiantati (viti metalliche)

Trombosi venosa profonda e conseguente embolia polmonare: la trombosi venosa consiste nella formazione di un trombo, cioè una piccola massa di sangue coagulato che si deposita nel sistema venoso delle gambe. Se il trombo diventa libero di circolare nel flusso sanguigno principale, può raggiungere i polmoni e causare un’embolia polmonare, potenzialmente letale. Per alcuni pazienti può essere necessario somministrare un’iniezione giornaliera di eparina a basso peso molecolare, fino alla ripresa del carico completo.

 

Che cosa succede dopo l’intervento chirurgico?

Dopo l’intervento chirurgico sarete portati di nuovo in reparto da cui sarete dimessi entro uno o due giorni. Prima di andare a casa incontrerete il nostro fisioterapista che v’insegnerà come utilizzare correttamente le stampelle, anche se nella maggior parte dei casi non sono necessarie, e come salire e scendere le scale in sicurezza.

GIORNO 1

  • Elevazione dell’arto (per ridurre e prevenire il gonfiore post-operatorio)

  • Antidolorifici (da continuare regolarmente secondo la prescrizione medica)

  • Camminare usando la scarpa post-operatoria prescritta (da mantenere per circa 6 settimane)

  • Esercizi di rinforzo del muscolo quadricipite (vedi video)

GIORNO 7

  • Medicazione di controllo con cambio di bendaggio

GIORNO 21

  • Rimozione dei punti di sutura (nella maggior parte dei casi sono riassorbibili e cadono da soli)

  • A questo punto, se fate un lavoro sedentario, potente anche tornare alla vostra attività a patto di poter tenere il piede sempre sollevato su uno sgabello e continuare a usare la scarpa ortopedica.

GIORNO 42

  • Ricontrollo clinico con radiografia di controllo

  • Abbandono della scarpa post-operatoria e utilizzo di scarpe chiuse comodee non costrittive

 

Per le persone che lavorano in piedi, il periodo d’inabilità è più lungo e legato alla tendenza al gonfiore causata dall’operazione. Quanto più si è disciplinati nel tenere il piede elevato dopo l’operazione, tanto prima si possono riprendere le attività normali.