Distorsioni di caviglia

 

Introduzione

Le distorsioni di caviglia sono molto frequenti e possono causare una lesione dei legamenti oppure, nelle persone affette da osteoporosi, una frattura dell’osso.

Non è infrequente visitare dei pazienti che lamentino un persistente dolore o senso d’instabilità della caviglia anche a distanza di molti mesi dall’evento traumatico.

 

Anatomia

L’articolazione della caviglia è formata da tre ossa: il perone e la tibia, che sono le due ossa della gamba (la gamba, in anatomia, è la parte di arto inferiore al di sotto del ginocchio) e l’astragalo che è un osso del piede posto proprio sopra il calcagno (cioè l’osso che forma il tallone).

Ciascuna di queste ossa è in parte coperta da cartilagine che normalmente ricopre la superficie di un’estremità ossea che forma un’articolazione.

Con la sua superficie molto liscia e levigata, la cartilagine offre un piano di scorrimento ideale tra le ossa che altrimenti avrebbero un attrito troppo elevato per il corretto funzionamento di un’articolazione.

A differenza dell’osso che ha notevoli proprietà di riparazione, la cartilagine articolare non può rigenerarsi dopo una sua lesione.

La stabilità della caviglia è determinata dalla sua particolare forma a incastro e dai legamenti che la circondano ed è tale da sopportare quasi due volte il peso del nostro corpo quando camminiamo e fino a otto volte quando corriamo!

I principali legamenti della caviglia si trovano sul lato esterno e interno.

Sul lato esterno troviamo tre legamenti:

Legamento peroneo-astragalico anteriore (è quello che si lesiona più frequentemente dopo una distorsione)

Legamento peroneo-calcaneale

Legamento peroneo astragalico-posteriore (una sua lesione è decisamente più rara rispetto ai precedenti).

Sul lato interno troviamo invece il legamento deltoideo che è un complesso e robusto sistema legamentoso formato da diversi fasci fibrosi disposti a ventaglio. La probabilità di lesione di questo legamento dopo una distorsione è notevolmente inferiorerispetto a quella dei legamenti esterni.

Anche nella parte anteriore e posteriore della caviglia ci sono diversi legamenti tra la tibia e il perone, tra i quali ricordiamo:

Legamento interosseo (chiamato così perché si trova interposto tra la tibia e il perone)

Legamentotibio-peronealeantero-inferiore

Legamentotibio-peroneale postero-inferiore

Legamento trasverso

 

Come avviene una distorsione?

Come ogni articolazione del nostro corpo, anche la caviglia possiede la capacità di essere mobilizzata, permettendo al piede di essere portato verso l’alto (movimento di flessione dorsale o estensione)

o verso il basso (movimento di flessione plantare).

Esistono poi i movimenti di inversione (o supinazione, cioè il piede è inclinato verso l’interno)

edeversione (o pronazione, cioè il piede è inclinato verso l’esterno).

Una distorsione di caviglia è una sollecitazione patologica a carico dei legamenti e della capsula articolare in seguito alla posizione scorretta del piede rispetto alla gamba quando vi si appoggia il peso corporeo.

Il peso del nostro corpo, non essendo sostenuto correttamente dal piede, accentuerà il grado di spostamento della caviglia.

Quando la forza lesiva della distorsione supera il grado di resistenza dei legamenti o dell’osso, ne causa rispettivamente la rottura o una frattura.

Il tipo di distorsione più comune avviene in inversione (piede inclinato verso l’interno) che porta alla distensione elastica o, nei casi più gravi, alla rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore, sulla parte esterna della caviglia.

 

Una distorsione in eversione (piede inclinato verso l’esterno) causa invece una lesione del legamento deltoideo a livello della parte interna della caviglia.

Esiste un terzo tipo di distorsione detta anche “distorsione alta di caviglia” che coinvolge l’articolazione tra la tibia e il perone, nel punto dove queste due ossa entrano in stretto contatto tra loro (“sindesmosi distale”), appena sopra l’articolazione della caviglia. In questo caso può essere lesionato il legamento interosseo.

 

Quali sono i sintomi di una distorsione alla caviglia?

La caviglia diventa dolente e tende a gonfiarsi anche in modo molto accentuato, in presenza o meno di un ematoma.

Il paziente ha talvolta difficoltà a camminare o anche solo ad appoggiare il piede a terra a causa del dolore.

In caso di una distorsione particolarmente importante oppure in un paziente affetto da osteoporosi(clicca qui per consultare la guida dedicata) può avvenire una frattura ossea. In questi casi il dolore sarà molto intenso e facilmente evocabile con la sola palpazione della zona interessata.

La frattura interessa più frequentemente il malleolo laterale (è la parte finale del perone, una delle due ossa della gamba, che forma la parte esterna della caviglia) o la base del quinto osso metatarsale (è un osso del piede).

Nel caso di rottura di uno o più legamenti il paziente può lamentare una sensazioned’instabilità nel corso delle settimane o mesi successivi (con conseguente maggior rischio di subire un nuovo episodio distorsivo).

 

Quali sono i fattori di rischio per le distorsioni di caviglia?

  • Una lassità delle articolazioni costituzionale (cioè presente dalla nascita)
  • Un’instabilità di caviglia per un trauma precedente
  • Calzature non adatte (tacco molto alto)
  • Correre su terreni accidentati
  • Alterazioni strutturali del piede (ad esempio il retropiede varo)
  • Alterazioni ossee del piede come ad esempio le coalizioni tarsali

 

Diagnosi

Talvolta è impossibile visitare adeguatamente il paziente in fase acuta, a causa del dolore e del gonfiore molto severo.In tutti questi casi è necessario rivedere il pazientein ambulatorio,a distanza di 1 settimana, per confermare l’avvenuto miglioramento dei sintomi e valutare la stabilità dei legamenti

Laradiografiaè richiesta per escludere una frattura ossea qualora il paziente sia incapace ad appoggiare il proprio peso sul piede quando cammina.

La risonanza magnetica, la TAC o l’ecografia sono eseguite in una minoranza dei pazienti (e quasi mai lo stesso giorno del trauma) per valutare la presenza di una lesione a carico dei legamenti o della cartilagine all’interno dell’articolazione.

In base ai risultati della visita e degli esami radiografici, possiamo dividere le distorsioni di caviglia in tre gradi:

 

Distorsione di primo grado

I legamenti hanno subito un allungamento oltre il normale ma non sono rotti.

 

Distorsione di secondo grado

Uno o più legamenti hanno subito una rottura parziale. Rispetto a una distorsione di primo grado, il dolore e il gonfiore sono generalmente maggiori e durano più a lungo.

 

Distorsione di terzo grado

Uno o più legamenti presentano una rottura completa, causando una potenziale instabilità della caviglia. Il paziente può avere bisogno di un intervento chirurgico (solo ed esclusivamente nel caso in cui la fisioterapia prescritta non abbia portato a un miglioramento del senso di instabilità a distanza di diverse settimane).

 

Trattamento

Il trattamento iniziale per una distorsione di caviglia è sempre conservativo (cioè non chirurgico).

Possiamo dividere il trattamento conservativo in 3 fasi:

FASE 1 (primi 7 giorni)

  • Riposo funzionale
  • Stampelle(se camminare risulta molto doloroso)
  • Tutore di caviglia

 

 

  • Tutore a stivaletto (quando il gonfiore e il dolore sono molto significativi)

  • Tenere la gamba sollevata per ridurre il gonfiore (mettere due o tre cuscini sotto il tallone)
  • Borsa del ghiaccio per i primi 3 giorni (da tenere per 15 minuti per almeno 3 volte al giorno).
  • Farmaci antidolorifici
  • Controllo in ambulatorio dopo una settimananei casi con forte dolore e gonfiore

 

 

FASE 2 (durata 1-3 settimane)

Fisioterapia (utilizzare una corda elastica o fare degli esercizi assistiti in acqua)

La fisioterapia ha tre obiettivi fondamentali:

Ridurre il dolore e il gonfiore

Recupero della propriocezione e della forza muscolare

Prevenzione delle recidive

Il recupero della propriocezione è fondamentale ed ha lo scopo di stimolare le sottili terminazioni nervose che informano il nostro cervello circa la posizione del nostro corpo. I tessuti attorno alla caviglia sono molto ricchi di queste terminazioni nervose che, se stimolate adeguatamente, possono migliorare notevolmente il senso di stabilità percepito dal paziente.

Tutto questo avviene grazie all’interazione di questi nervi con le cellule del nostro cervello che rielaborano gli stimoli ricevuti e a loro volta attivano con un meccanismo riflesso i muscoli attorno alla caviglia. Il risultato finale è una caviglia più stabile!

Non è generalmente possibile tornare a una normale attività sportiva prima di tre settimane dal trauma, anche se i tempi di recupero negli sportivi professionisti sono generalmente più brevi perché dedicano molto più tempo alla riabilitazione.

 

 

Il trattamento chirurgicoè proposto solo a pochi pazienti che lamentano una instabilità cronica della caviglia (potete trovare la guida informativa in questo sito internet), non migliorata dopo almeno 3 mesi di fisioterapia.

L’instabilità di caviglia si manifesta con un senso d’insicurezza quando si cammina lungo terreni non perfettamente pianeggianti o durante l’attività fisica. Anche indossare delle scarpe con un tacco leggermente più alto del normale può peggiorare la sensazioned’instabilità.

 

Qual è lo scopo dell’intervento chirurgico?

Lo scopo principale è quello di ottenere una caviglia stabile, che non dia quindi più quel senso di cedimento quando cambiamo improvvisamente direzione mentre camminiamo o durante l’attività sportiva.

È fondamentale anche in questo caso seguire correttamente un programma riabilitativo post-chirurgico che può durare anche diversi mesi.