Neuroma di Civini-Morton

 

 

Introduzione

Il termine neuroma si riferisce in generale a una patologia che interessa un nervo.

Nel caso del neuroma di Civinini-Morton il nervo in questione è uno dei piccoli rami nervosi che corrono tra 2 ossa metatarsali del piede.

Non si tratta di una patologia pericolosa perché l’unica problematica che può causare è il dolore, difficoltà a camminare e sensoazione di avere le dita del piede addormentate.

Le cause di questa sintomatologia dolorosa possono essere date da un tumore benigno del nervo stesso, quindi non pericoloso, oppure dall’irritazione di una struttura intorno al nervo chiamata “borsa interdigitale” (dal punto di vista anatomico, una borsa è una piccola struttura fatta di tessuto fibroso, che facilita lo scorrimento dei tessutimolli sopra una superficie ossea).

 

Anatomia

Ciascun dito del piede ospita un piccolo ramo nervoso che corre lungo ciascuno dei suoi lati (quindi ogni dito possiede due piccoli nervi che corrono lungo i lati). Questi piccoli rami nervosi originano a loro volta da un nervo di dimensioni maggiori che decorre nella parte del piede subito prima delle dita stesse, insieme con un’arteria e una vena. Proprio a questo livello si forma il neuroma.

Un neuroma è costituito dal rigonfiamento o ispessimento del nervo. Il nervo è in contatto superiormente, con una robusta striscia di tessuto fibroso chiamato legamento trasverso profondo che collega 2 ossa tra loro vicine (chiamate “metatarsali”).

Nella maggior parte dei pazienti, il neuroma viene riscontrato nello spazio interdigitale tra il terzo e quarto dito, ma in linea teorica qualunque spazio interdigitale può esserne colpito.

 

Le cause

La causa che porta alla formazione di un neuroma non è completamente chiara.

Molte teorie sono state proposte, tra cui quella che sostiene che il neuroma sia la conseguenza di traumi ripetuti nel tempo. Nessuna di queste teorie è stata ancora accettata come definitiva.

I traumi ripetuti nel tempo causerebbero un inspessimento del legamento trasverso che collega i metatarsali e che, con il passare del tempo, potrebbe schiacciare il nervo (che passa sotto al legamento).

Questo meccanismo sarebbe presente in particolare nei corridori e nelle persone che utilizzano scarpe strette con il tacco (quindi soprattutto le donne).

La maggior parte dei pazienti quando appoggia il peso sul piede, lamenta un dolore ed un senso di bruciore a livello della radice delle dita con l’irresistibile voglia di togliersele. Non è infrequente avere la sensazione di scosse elettriche che tendono a propagarsi verso la punta delle dita del piede.

Altri pazienti descrivono la sensazione di avere un sassolino che punta sulla pianta del piede.

 

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, cioè non necessita di esami particolari.

La parte più importante e delicata e sempre la visita sul lettino per valutare dove il paziente ha male e se ci sono dei movimenti o delle manovre cliniche che peggiorano il dolore.

Caratteristico è il senso di “click” che viene evocato alla manovra di compressione delle dita del piede (test di Mulder)

In caso di dubbio diagnostico, il Medico potrà richiedere degli esami quali una radiografia, un’ecografia o la Risonanza Magnetica.

Ci teniamo però a precisare che nessuno dei suddetti esami è indispensabile e che talvolta non sono in grado di identificare un neuroma.

Nei casi dubbi è lecito provarea fare un’iniezione di un anestetico locale nello spazio tra due dita dove il paziente avverte il dolore. L’esame è utile fondamentalmente per provare che la causa del dolore è localizzata in quella specifica area piuttosto che essere un dolore riferito e proveniente da una zona circostante.

 

Trattamento

Nella maggioranza dei casi si cerca di proporre inizialmente al paziente un trattamento non chirurgico basato su:

  • Usare calzature più larghe, comode e senza tacco alto
  • Riduzione di attività fisiche, quali la corsa oppure il ballo, che comportano un eccessivo stress meccanico ai piedi
  • Plantari di scarico
  • Antidolorifici
  • Infiltrazione locale a base di anestetico e cortisone

Purtroppo una parte significativa di pazienti non trae un reale beneficio dal trattamento non chirurgico e per questa ragione spesso è proposto un’operazione.

 

 

I rischi dell’intervento chirurgico

  1. Infezione
  2. Ematoma
  3. Gonfiore persistente
  4. Problemi di cicatrizzazione della pelle
  5. Cicatrice non estetica o dolorosa
  6. Lesione di vasi sanguigni o nervi
  7. Dolore persistente (che potrebbe anche non scomparire)
  8. Ridotta capacità di camminare per il dolore
  9. Rigidità delle dita del piede
  10. necessità di essere operati un’altra volta
  11. lungo tempo di riabilitazione
  12. Trombosi venosa profonda (e conseguente rischio di embolia polmonare): la trombosi venosa consiste nella formazione di un trombo, cioè una piccola massa di sangue coagulato che si deposita nel sistema venoso delle gambe. Se il trombo diventa libero di circolare nel flusso sanguigno principale, può raggiungere i polmoni e causare un’embolia polmonare, potenzialmente letale. Per questo motivo è raccomandato somministrare una iniezione giornaliera di eparina a basso peso molecolare, fino alla ripresa del carico completo.

 

Che anestesia sarà fatta?

Prima di essere operati, fisseremo un incontro con l’anestesista con cui discuterete le varie opzioni a disposizione.

In generale l’intervento può’ essere eseguito in:

  • narcosi: è l’anestesia generale
  • anestesia spinale: si tratta di fare una iniezione nella schiena (non dolorosa), addormentando per alcune ore la gamba da operare
  • anestesia periferica “loco-regionale”: utilizzando un ecografo, si identificano i nervi a livello del ginocchio, addormentandoli con piccole quantità di anestetico. In questo caso è possibile inserire un piccolo catetere (cioè un tubicino di plastica) che rilascia l’anestetico anche nel corso delle ore successive ed evitando di avere dolore dopo l’operazione

 

 

 

In cosa consiste l’intervento chirurgico?

L’intervento chirurgico ha lo scopo dirimuovere la causa della compressione sul nervo da parte del legamento trasverso.

La tecnica chirurgica che usiamo prevede l’utilizzo di un endoscopio (una telecamera larga meno di 3mm) collegata ad un sistema a fibre ottiche che trasmette la luce e che ci permette di identificare il legamento che poi andremo a tagliare.

Le incisioni necessarie per svolgere l’intero intervento sono solo 2 e l’intero intervento richiede circa 10 minuti di tempo, al termine dei quali si suturano le incisioni della pelle (si usa un filo riassorbibile che cadrà da solo dopo 2 settimane), si applica una medicazione sterile ed un bendaggio elastico.

Se lo desiderate, potete consultare la sezione “VIDEO” in questo stesso sito internet per visionare un breve filmato su questo intervento chirurgico

 

 

Che cosa succede dopo l’intervento chirurgico?

GIORNO 1

  • Il paziente è dimesso lo stesso giorno oppure il giorno dopo
  • Mantenere l’arto elevato, usando 2 cuscini
  • Usare la scarpa ortopedica post-operatoria fornita dall’ospedale (da mantenere per 2 settimane)
  • È possibile appoggiare anche tutto il peso sul piede operato (a patto di usare la scarpa post-operatoria)

 

GIORNO 7

  • Controllo della medicazione in studio
  • Continuare ad usare la scarpa post-operatoria

 

 

GIORNO 14

  • Controllo finale della medicazione
  • Potete tornare al lavoro a patto di non dovere stare sempre in piedi
  • Potete guidare (tranne in caso di un importante gonfiore che vi impedisca di usare delle normali scarpe chiuse)
  • Possibile fare la doccia (usare un sapone delicato e non strofinare sulla cicatrice)